Rumore Digitale: prevenire è meglio che curare

giugno 7, 2012 No Comments »




Tutti sanno che è possibile eliminare il rumore digitale in maniera efficace senza intaccare troppo la nitidezza e i dettagli usando i moderni software di fotoritocco.

Tuttavia, come per milioni di altri problemi di questo mondo, la prevenzione è meglio della cura: un’immagine con poco rumore di partenza sarà sempre migliore di una rumorosa corretta. Vediamo alcuni semplici passi per produrre immagini col minor rumore possibile.

Presupposto fondamentale: Scattare in RAW! Questo formato occupa di più, va necessariamente sviluppato e tweakato con un programma sul pc ma restituisce risultati infintamente superiori al semplice jpg convertito dalla macchina. Per motivi ovvi, l’algoritmo che converte l’immagine col processorino della fotocamera, è meno elaborato ed efficiente di un algoritmo che gira su un pc moderno. Inoltre, alcuni giochetti tipo esporre a destra (che vedremo più avanti) non sono attuabili sul jpg a meno di trovarsi l’immagine con evidenti patacconi ed artefatti vari.

Di giorno:

-Abbassare la sensibilità iso: consiglio ovvio, ma non così scontato e seguito. Tenuta costante l’apertura del diaframma, la sensibilità influenza direttamente il tempo di scatto: per evitare il mosso (dato dal fotografo con le sue vibrazioni) bisogna sempre stare sopra il cosiddetto tempo di sicurezza*. Una volta trovata la sensibilità che ci da questo tempo non ha senso (tranne particolari effetti di congelamento del movimento ecc..) alzare ulteriormente gli iso. Ma soprattutto, si dovrebbe cercare di usare la sensibilità nativa della fotocamera, che è quella che sviluppa meno rumore in assoluto, e di solito varia tra 100 e 200 iso.

-Esporre a destra: è un argomento molto discusso. E’ noto che i sensori digitali siano molto più sensibili sulle alte luci e quindi uno scatto sovraesposto, successivamente sottoesposto tramite software sarà più pulito di un file esposto correttamente fin dall’inizio. Tuttavia questo procedimento è piuttosto rischioso: una parte di foto bruciata è molto più brutta da vedere rispetto a un’ombra totalmente nera e rende la foto solamente cestinabile. Per farvi un esempio, un cielo bruciato, risistemato via software conterrà strani aloni giallastri/azzurri, cosa assolutamente non fedele alla realtà, mentre un’ombra nera sistemata sarà sempre nera ma comunque “plausibile” per l’occhio e la mente che elabora ciò che vede. Ecco quindi che per esporre a destra senza rischi bisogna lavorare bene, in assoluta calma (e allora si prestano solo determinati generi di fotografia), occorre fare varie prove con l’ausilio del live view e soprattutto dell’istogramma per determinare la massima sovraesposizione possibile prima di bruciare anche un solo pixel della fotografia.

Di Notte:

-Abbassare gli iso non sempre è la scelta giusta: specialmente con le lunghe esposizioni, anche scattando a bassi iso il rumore è rilevante perchè entrano in gioco altri fattori come il surriscaldamento del sensore. Si parla di un effetto generalmente trascurabile quando lo scatto dura alcuni secondi; diventa evidente tenendo l’otturatore aperto decine di secondi o addirittura minuti. Quando il guadagno è in questi ordini di grandezza, conviene usare iso più alti per ottenere un tempo più breve, quindi meno surricaldamento e meno rumore sulla scena.

-Tenere la macchina fotografica al fresco: come ci insegnano gli astrofotografi, un sensore surriscaldato produce molto più rumore di un sensore “fresco”. Non vi chiediamo di viaggiare con la macchina fotografica nella borsa frigo, ma nemmeno di lasciarla vicino a fonti di calore molto forti (motori, termosifoni, sotto al sole ecc..) ed evitare raffiche di scatti quando non ce n’è motivo.

Usare il cavalletto: altro consiglio frequentissimo e nauseante! Effettivamente quando la luce è poca ma è sempre possibile scattare nei tempi di sicurezza a mano libera, questo presuppone l’uso di iso alti/altissimi! un cavalletto o qualsiasi supporto stabile permette l’uso di iso più bassi e quindi minor rumore.

In conclusione, questo grosso nemico della fotografia digitale che è il rumore, in un modo o nell’altro è possibile da debellare. Tuttavia ricordo che una bella foto ma rumorosa non ha mai ucciso nessun fotografo ed è sempre meglio di una foto mossa e inguardabile ma pulita 😉

*Tempo di sicurezza: è strettamente legato alla focale dell’obiettivo con cui stiamo scattando. In generale si dice che per ottenere una foto senza mosso generato dalle mani del fotografo si debba scattare con un tempo superiore all’inverso della focale. Per esempio con un 50mm non si dovrebbe mai scattare con un tempo inferiore a 1/50s. Per essere pignoli dovremmo poi moltiplicare il tutto per il fattore di crop del sensore in caso di aps-c, quindi diventerebbe circa 1/80s. Per essere ancora più pignoli dovremmo considerare che per i moderni sensori zeppi di megapixel (ad esempio i 24mp della Nikon D3200) il micromosso è ancora più evidente e questa formula diventa alquanto inutile, i tempi dovrebbero essere ridotti di almeno altri 2/3 stop (nel nostro caso 1/300s).

Image Credits: http://www.flickr.com/photos/gaphiker/

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